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14.02.05

Italian (IT)   Iraq, elezioni: il giorno dopo i risultati  -  Categories: Italia-Mondo  -  @ 15:48:36

tratto da www.reporterassociati.org:

Tunisi, 14 febbraio 2005 - I risultati delle elezioni irachene, nonostante la scontata vittoria dei gruppi sciiti islamici dell' Alleanza Irachena Unita capeggiata dall'ayatollah Ali al Sistani, portano a supporre un travagliato iter per giungere ad una pacifica soluzione del problema della guida del paese. Sono infatti state smentite le previsioni di una sua affermazione a maggioranza assoluta ('solo' 47,6% e 132 seggi sui 275 dell' Assemblea Nazionale).

[Continua:]

Mentre ha ottenuto un vero successo l' alleanza formata dalle due principali formazioni autonomiste curde (Unione Patriottica del Kurdistan di Jalal Talabani e Partito Democratico del Kurdistan di Massud Barzani), che ha conquistato 71 seggi.
Terzo, come previsto ma con soli 38 seggi, il cartello capeggiato dal premier ad interim Iyad Allawi, sciitta moderato, capo del partito Alleanza Nazionale Irachena.
Non sono ancora noti i risultati che si riferiscono alle zone a maggioranza sunnita, dove la percentuali dei votanti é stata quasi nulla nella provincia di Anbar (2%), un po' più alta (29%) in quella di Salahadin. Certo é che non serviranno a mutare gli equilibri.
Quali le prossime mosse per giungere alla formazione del governo? Al Sistani con chi si alleerà per raggiungere la maggioranza in seno all' Assemblea Nazionale?
La risposta più scontata pare quella che lo ponga a fianco di Allawi il quale, non va dimenticato, secondo il disegno di Bush dovrebbe continuare ad essere a capo dell' esecutivo. Certo, i rapporti tra Allawi e al Sistani non sono dei migliori, ma una coabitazione seppur forzata tra i due pare obbligata. Allawi, con il suo modesto risultato, non puo' nemmeno contare sull' appoggio dei kurdi per imporsi sugli avversari correligionari più estremisti.
Ma al Sistani aveva promesso ai suoi elettori di 'esigere' dagli Stati Uniti, a scrutini ultimati, la presentazione di un piano di ritiro delle truppe straniere dall' Irak. Che invece, secondo Allawi, dovrebbero andarsene solo a richiesta irachena, quando il momento verrà giudicato opportuno. Questo é solo un degli scogli (forse il maggiore) tra i quali dovrà iniziare la sua navigazione la barca (o l' arca ?) che dovrebbe portare l' Irak ad un approdo finalmente libero e indipendente.
Nessuno vuol pensare ad uno scontro di piazza tra le due fazioni sciite, ne' un cambio di rotta di al Sistani.
Franco Chiavegatti

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